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Il Turista e il Territorio

 

Il Parco Nazionale del Circeo

Il Parco Nazionale del Circeo riserva tante altre possibilità di divertimento e di acculturamento.
Al suo interno si possono infatti fare lunghe e interessanti passeggiate, su per i sentieri tracciati, e rimirare la natura del bosco mediterraneo e le specie di uccelli e di altri animali che lo popolano e che stanno lì con la tranquillità di essere solo prede di qualche fotografo incuriosito o appassionato.
Vi si possono ammirare le Folaghe e i Cormorani ma anche alcune specie rare come il Falco Pellegrino, il Falco Pescatore, l'Aquila di Mare, la Gru, il Fenicottero e la Spatola. I vari ambienti del Parco, facilmente raggiungibili con le numerose strade rotabili presenti, sono visitabili con strade pubbliche ed interpoderali (area zone umide ed altre aree agrarie tra foresta e promontorio), sentieri pedonali (sul promontorio ed a Zannone), viali battuti ciclabili e pedonali (in foresta) attrezzati con segnaletica di riferimento ed, alcuni (sentiero didattico dal centro visitatori, percorso della memoria per Cocuzza, sentiero natura "orto botanico" a Villa Fogliano), con tabelle informative, accessi attrezzati (duna).
Il Parco, inoltre, presenta un buon livello d'accessibilità per i disabili sia per una naturale predisposizione del suo territorio pianeggiante e di buona parte della rete di sentieri percorribili, con accompagnatore, anche dalle carrozzine ortopediche, sia per l'esistenza al centro visitatori di alcune strutture ed attrezzature dedicate (servizio igienico, cingolo montascale).

La storia 

Istituito il 25 gennaio 1934 per salvaguardare un ambiente straordinario che la bonifica stava cancellando, è il più piccolo tra i parchi storici italiani, misura circa 8500 ettari, ma è sicuramente il più interessante poichè al suo interno sono presenti cinque ambienti ospitanti diverse specie animali e vegetali: il promontorio, la duna costiera, le zone umide con i suoi quattro laghi, la foresta planiziaria e l’isola di Zannone.

Il Promontorio del Circeo

Con la sua sagoma inconfondibile, è un massiccio calcareo lungo circa sei chilometri e largo in alcuni punti fino a due. La vegetazione è tipicamente mediterranea e diversa a seconda dell’esposizione. Il versante meridionale, chiamato Quarto Caldo, è ricoperto da vegetazione bassa e cespugliosa adatta a condizioni di aridità. A seconda della posizione del declivio la vegetazione cambia: in prossimità del mar troviamo la statice, il finocchio marino, l’elicriso, l’euforbia e la centaurea di Circe, varietà che cresce solo sul promontorio. Salendo leggermente abbiamo il rosmarino, l’erica multiflora, il cisto, il mirto, il lentisco, la fillirea, l’alaterno e la palma nana, l’unica palma spontanea europea, fossile vivente testimonianza di un’antica vegetazione di clima caldo. Il versante settentrionale, Quarto Freddo, è ricoperto della macchia alta in cui predomina il leccio associato, a quote più basse, al farnetto, alla roverella, al frassino minore e al carpino nero. Il sottobosco è caratterizzato dall’erica, dal corbezzolo, dalla ginestra dei carbonai. Ai piedi del versante settentrionale cresce rigoglioso, grazie alla protezione offerta dal promontorio e all’umidità dell’aria, un bel boschetto di sughera. La fauna del promontorio è caratterizzata dal tasso, dalla donnola, dal moscardino e dal falco pellegrino che nidifica sulle rocce. 

La duna

 

Sferzata dai venti d’inverno, arroventata dal sole d’estate è un ambiente limite, molto simile al deserto, in cui le condizioni di vita sono assai difficili. A pochi metri dal mare troviamo le prime piante pioniere dotate di un apparato radicale molto profondo che e ancora alla sabbia: la gramigna delle spiagge, l’eringio, l’erba medica marina e l’ammofila, la camomilla marina, il ginepro coccolone, il fico degli ottentotti originario del Sudafrica, tutte contribuiscono con le loro radici a rendere stabile la duna impedendone l’erosione. La macchia raggiunge il suo massimo sviluppo sul versante della duna che si affaccia sui laghi dove è presente il corbezzolo, il ginepro fenicio, il caprifoglio, il leccio, oltre ad impianti artificiali di pino domestico, pino d’Aleppo e pino marittimo.

 

Le zone umide

 

I quattro laghi e le zone circostanti costituiscono il più importante ecosistema palustre del Lazio e forse anche d’Italia per questo sono stati inseriti nel 1978 nell’elenco delle zone umide di valore internazionale da proteggere in base ai dettami della Convenzione di Ramsar del 1971. Laghi e acquitrini ospitano una ricchissima avifauna acquatica costituita da oltre 260 specie nidificanti e migratrici. Germani reali, fischioni, mestoloni, morette, folaghe, martin pescatore, cormorani, garzette, aironi cenerini, cavalieri d’Italia, avocette, falchi di palude, falchi pescatori, cicogne bianche e nere, fenicotteri, sono solo alcune delle specie che frequentano le zone umide del parco.

La foresta

La foresta planiziaria rappresenta ciò che resta dell’antica Selva di Terracina. É estesa per 3260 ettari per quasi il 90% è occupata da un bosco di latifoglie: cerro, farnetto, farnia, roverella, orniello, carpino nero e bianco. Il sottobosco è fitto ed intricato e ricco di oltre 800 specie tra cui l’erica arborea e scoparia, il pungitopo, la felce aquilina, il ciclamino. Nelle “piscine”, zone depresse soggette agli allagamenti, è presente il bosco allagato con piante che vivono con il tronco immerso nell’acqua. L’animale più diffuso nella foresta è il cinghiale, ma sono presenti anche tassi, volpi lepri, ricci e numerosi rettili e anfibi. Per il suo grande valore naturalistico la foresta Demaniale è stata inserita dall’UNESCO, nel 1977, nella “ rete internazionale delle riserve della Biosfera”.

L'isola di Zannone

 

La disabitata isola di è l’ultimo ambiente a comporre il mosaico del Parco Nazionale del Circeo. La sua costa alta e scoscesa ha da sempre scoraggiato ogni tentativo di insediamento stabile, se si escludono i monaci benedettini e cistercensi che vi si stabilirono per brevi periodi tra il VI e il XVI secolo. Grazie a questo sull’isola ha potuto conservarsi e svilupparsi la vegetazione originaria rappresentata da leccio, erica arborea, corbezzolo fillirea, smilace, mirto e lentisco. L’avifauna è molto abbondante mentre scarsa è la presenza di mammiferi. Il muflone, originario della Sardegna, fu importato nel 1922 a scopo venatorio.

Galleria fotografica

 

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