Sotto gli ombrelloni in uno dei venticinque stabilimenti balneari, comunque le persone leggono il giornale, tengono d’occhio i bambini che giocano e fanno programmi per il pomeriggio. Si può infatti brevemente raggiungere tutti i Comuni vicini sapendo che ciascuno presenta qualche caratteristica particolare; non per niente sono tutti aggregati in una stessa associazione, l’Associazione SER.A.L. , che conta di migliorare i servizi per i cittadini, gli imprenditori e i turisti e di rendere facilmente visibile l’insieme delle opportunità che il territorio offre. Infatti si può andare a bere il moscato a Terracina e visitare il centro storico o salire a Monte San Biagio e, dopo aver rimirato da un altro punto di vista il mare e la costa, inoltrasi lungo la sughereta e fotografare la capra bianca, rarità animale che solo qui si può trovare. Oppure si può arrivare al castello di Fondi e salire su per l’Appia antica, la strada romana che porta fino al castello di Itri e uscire poi a Gaeta per prendere il traghetto per Ventotene o Ponza. Tornando indietro, senza dimenticarsi di portarsi qualche barattolo delle famose olive di Gaeta, si può poi raggiungere Sperlonga, un gioiello di promontorio che si erge sulla costa e dove si trova il museo e gli scavi dell’imperatore Tiberio che qui amava soggiornare. Ora la strada di ritorno è imboccata! Scendiamo per Terracina, ammiriamo le barche del porto, mangiamo semmai la pizza napoletana nella piazza del paese e poi ce ne andiamo via, sul lungomare, fino nuovamente a San felice Circeo che ci attende. Forse in serata potremmo |